A chi devolvere l'8 per mille. Cos'è e come funziona

Tutti hanno sentito parlare almeno una volta nella vita dell'8 per mille. Non è detto però che si conosca bene l'argomento e ci si trovi nelle condizioni migliori per poter fare la scelta giusta.

Il primo punto da chiarire è che la destinazione dell'8 per mille avviene in fase di dichiarazione dei redditi o tramite l'invio del modulo contenuto nel Cud.

Il secondo, che non vi sono costi per il contribuente, sia che effettui la scelta, sia che non segnali alcuna preferenza. Infatti l'8 per mille non è altro che una percentuale (lo 0,8%) dell'Irpef dovuta dal cittadino allo Stato.

In pratica si comunica al fisco che una piccola parte (otto per mille) delle proprie tasse deve andare all'ente desiderato.

La scelta può cadere sullo Stato o su un'istituzione religiosa:
Chiesa Cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Chiesa Valdese unione delle chiese metodiste e valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche italiane, Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale, Chiesa Apostolica in Italia, Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia.

Basta specificare la scelta sulla dichiarazione annuale dei redditi, in prima persona o comunicandolo all'intermediario (commercialista, sindacato, caf...), oppure utilizzare l'ultima pagina del Cud ricevuto (solo per chi non deve presentare la dichiarazione).

Una volta compilato, il modulo relativo all'8 per mille, presente nel Cud

Destinazione dell'Otto per Mille

può essere inoltrato tramite l'ufficio postale (servizio gratuito) o tramite intermediario abilitato.
Sulla busta, che poi dev'essere sigillata, scrivere la frase "scelta per la destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’IRPEF", insieme al proprio codice fiscale, il cognome e il nome.

(Fonte Agenzie delle Entrate)

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Articolo d'archivio
Chiesa, 8 per mille
Pubblicità ingannevole per l'ADUC, solo 22% ai poveri

2012 - La denuncia fatta dall'ADUC all'antitrust non passerà certo inosservata dal mondo cattolico. L'associazione, infatti, ha accusato la Chiesa Cattolica di strumentalizzare la pubblicità, facendo passare un messaggio poco veritiero:
"si parla di aiuti ai più bisognosi, di denaro destinato a opere di beneficenza, insomma dell’utile e pia azione della Chiesa cattolica. Sembra che tutti i proventi dell'8 per mille siano destinati a scopi benefici. " (Fonte Aduc).

In realtà, come documenta la stessa CEI, "su circa un miliardo e mezzo di euro solamente il 22 % è destinato a “interventi caritativi”." (Fonte Aduc)

Di seguito le voci principali relative all'utilizzo dell'8 per mille (2012):

TOTALE DISPONIBILE = 1.148.076*
  • Esigenze di culto e pastorale
    479.226* (41,74%)
  • Sostentamento del clero
    363.850* (31,69%)
  • Interventi caritativi
    255.000* (22,21%)
  • Accantonamento a futura destinazione per culto, pastorale e carità
    50.000* (4,35%)
*migliaia di euro (moltiplicare le cifre per mille)

Ora vedremo come reagirà la Chiesa e cosa deciderà l'Antitrust, visto il tema così delicato.

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