Bonus 80 euro in busta paga, anche per prossimi stipendi

Nella Legge di stabilità continua a permanere il cosiddetto "Bonus da 80 euro" in busta paga, destinato ai lavoratori dipendenti con uno stipendio annuo sotto i 24.000 euro (limite massimo: 26.000).

In realtà la sua collocazione fiscale è differente, infatti non risulta essere proprio un "bonus" ma una "detrazione". Questo permette allo Stato di far figurare tale importo nella pressione fiscale, la quale, di conseguenza, risulterà alleggerita proprio grazie a questo surplus mensile.

Per il lavoratore non cambia un granché. L'unica differenza è che potrebbe variare l'importo, da mese a mese, ma di pochissimo: oscillazione tra 79 e 81 euro, a seconda che sia di 28, 29, 30 o 31 giorni.

Dai 24 mila ai 26 mila euro, l'importo decrescerà fino ad annullarsi. Ecco come si calcola:

Calcolo del bonus 80 euro (tra 24.000 e 26.000 euro)

La formula da adottare per calcolare l'importo spettante sui redditi al di sopra dei 24 mila euro è abbastanza semplice.
  • A = 26.000 - (il proprio reddito lordo annuo)
  • B = A diviso per 2.000
  • C = 960 moltiplicato per B
Esempio
Se il reddito lordo annuo è di 25.000 euro, allora si calcola così
  • A = 26.000 - 25.000 = 1.000
  • B = 1.000 diviso per 2.000 = 0,5
  • C = 960 moltiplicato per 0,5 = 480 euro
In questo caso i 480 euro saranno l'importo totale che si riceverà fino a dicembre. Per trovare la quota mensile basterà dividere per dodici: 480/12 = 40 euro mensili.

Seguono alcune informazioni utili

Nelle ultime Leggi di Stabilità è stata inserita una voce particolarmente importante e attesa da molti cittadini. Riguarda il bonus di 80 euro in busta paga che diversi lavoratori dipendenti hanno ricevuto già da qualche anno, a partire dal maggio 2014.

Questa cifra continuerà ad apparire nello stipendio di coloro che ne hanno diritto, che possono rientrare nel limite dei 24mila euro annui fissati dal Governo. Qui sotto trovate tutta la spiegazione.

Vediamo un po' i chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate attraverso la Circolare 8/E del 28 aprile 2014, riguardante il D.L. sulla "Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati".

Lo Stato riconosce un credito di 960 euro ai lavoratori dipendenti che possano realizzare un reddito lordo totale annuo sotto i 24 mila euro. Il primo anno: partendo dal mese di maggio 2014 e arrivando al mese di dicembre 2014 risultano otto mesi (quindi 640 euro) e se dividiamo per otto otteniamo i famosi 80 euro mensili. Gli anni successivi: con 960 euro totali si divide per dodici.

Si tratta di una riduzione dell'imposta Irpef dovuta. Quindi il reddito lordo sarà sempre uguale, si pagano semplicemente meno tasse, in modo da far lievitare lo stipendio netto.

Come vengono erogati gli 80 euro
Per non creare intoppi burocratici e ritardi nel pagamento, tale quota sarà automaticamente erogata al cittadino, senza che debba farne domanda.
Saranno i datori di lavoro ad operare "lo sconto" sulle imposte dovute allo Stato, nel momento in cui fanno i conteggi per la "busta paga". Questo non significa che pagheranno le aziende gli 80 euro, poiché, in fase di pagamento stipendi, è loro compito fare le veci dell'Agenzia delle Entrate, togliendo dallo stipendio lordo la parte da dare allo Stato e all'Inps ed erogando poi il netto al dipendente.
Anno di riferimento per il bonus di 80 euro

I datori di lavoro dovranno basarsi su una previsione del reddito che sarà conseguito durante l'anno. Se una persona lavora da anni presso la stessa impresa è molto probabile che il reddito annuo sarà simile a quello percepito l'anno precedente. Dato verificabile direttamente sull'ultimo CUD.

Il lavoratore è tuttavia tenuto a segnalare al proprio datore di lavoro l'eventuale esistenza di altri redditi percepiti al di fuori dell'attività principale. Sono redditi che concorrono a determinare il totale annuo.

Eventuali importi erogati e non dovuti, saranno recuperati comunque in "busta paga". Questo potrebbe accadere, ad esempio, nel caso in cui il lavoratore, ad un certo punto, guadagni più del previsto, superando così la quota limite per aver diritto al bonus.

Esclusi dal bonus degli 80 euro
  • lavoratori autonomi con partita iva
  • gli incapienti (ossia chi guadagna meno di 8 mila euro e che quindi non deve pagare le tasse)
  • i pensionati
  • colf e badanti
Validità del bonus di 80 euro
Attualmente il "Bonus" del Governo Renzi si è ripetuto ogni anno dal 2014 al 2017. Dovrebbe diventare strutturale (fisso) con la legge di stabilità. Tuttavia, si saprà sempre a fine anno se vi saranno apportate modifiche. Per il 2018 sembra che sarà aumentata la soglia di reddito massimo (24.600 il primo limite e 26.600 il secondo limite).

Articolo precedente: 80 euro in più in busta.
(Emanuel Silci)

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