Voto di scambio, nuova legge: cosa cambia? Testo integrale

Il nuovo regolamento realizzato per il cosiddetto "Voto di scambio" è diventato legge (Numero 63, 17 aprile 2014). Con l'approvazione in Parlamento di Camera e Senato viene modificato il codice penale che riguarda l'illegale accordo tra politici e mafiosi sulla "compravendita di voti".

Il primo articolo della legge, che sostituisce il 416-ter, ci dice in pratica che si rischiano da 4 a 10 anni di carcere se si viene "beccati" a racimolare voti per un dato partito o un dato politico, in cambio di soldi ma anche di altre forme di beni, oggetti e servizi. Non serve che vi sia per forza una "transazione" completa tra voti e beni, basta anche solo la promessa per essere incriminati.

Rispetto al passato, ora, viene punito anche il singolo elettore e non solo l'associazione. Mentre, la critica avanzata da alcuni parlamentari si è diretta verso la riduzione della pena, che inizialmente doveva essere da 7 a 12 anni di reclusione.

Il secondo articolo non fa altro che comunicare l'entrata in vigore della legge, ossia, come al solito, il giorno seguente alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Legge sul Voto di scambio
Si tratta di un problema spinoso e radicato nel territorio di paesi in cui il livello di corruzione risulta essere elevato. Uno stato come l'Italia, così vicino all'Europa e all'occidente, non dovrebbe avere un tasso così alto di scambio voti. Ma è anche vero che la nostra reputazione a livello mafioso si colloca ai primi posti nel mondo.

Vanno bene le leggi, le regole, i controlli. Tuttavia, l'unica soluzione per uscire da questo circolo vizioso è una rivoluzione, sì, ma culturale e civica, nulla a che vedere con la violenza. Il limite di questa soluzione, però, è che richiede anni, decenni, per poter radicare negli italiani un nuovo stile di comportamento.

07 / 05 / 2014

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