Riforme, come sarà il nuovo Parlamento italiano. Stop Bicameralismo perfetto

E' difficile per il cittadino comune, non esperto di meccanismi politici e istituzionali, capire se sia giusto o no cambiare il sistema parlamentare del nostro Paese. Se n'è parlato per anni ma, alla fine, ci rendiamo conto che la soluzione non è oggettiva.

Ne è un esempio quanto accaduto in questi giorni con il Governo Renzi. La proposta di riforma, che riguarda Camera e Senato, divide anche tra i professionisti, gli esperti del settore. Chi è favorevole e chi è contro. E l'italiano si chiede : "Ma chi è che ha ragione?"

Probabilmente lo sapremo solo tra un po' di anni, con l'esperienza sul campo. Nel frattempo cerchiamo di capire cosa cambierà.

Il nostro attuale sistema si chiama "Bicameralismo perfetto" (o paritario). In pratica l'Italia ha un Parlamento formato da due Camere (la Camera e il Senato) come la maggior parte dei paesi democratici; tuttavia, quasi nessuno ha assegnato ai due organi gli stessi poteri.

Sono diverse le persone che reputano questa speculare funzione uno dei principali problemi dell'immobilismo italiano in fatto di riforme e leggi importanti.

Questo perché le due camere "litigano" continuamente tra di loro, "giocando a ping pong" con le leggi, a suon di emendamenti.

Il problema nasce dall'attribuzione degli stessi identici poteri a due entità strutturate in modo differente. Spesso accade che il Governo abbia piena maggioranza alla Camera ma pericolosamente risicata al Senato. Così basta l'assenza di qualche deputato per bloccare tutto.

Cosa propone allora il testo della nuova riforma?
Il superamento del "Bicameralismo paritario", in questo modo:
le due camere avranno diverse funzioni
solo la Camera potrà dare la "fiducia" al Governo; potere dunque tolto al Senato

Poteri della Camera
- politico
- legislativo
- azione di controllo sul governo

Poteri del Senato, che diventa "Senato delle Autonomie"
- rappresentativo del territorio (Comuni, Regioni)
- partecipa alla funzione legislativa

Pericolo per la democrazia?
A questa domanda verrebbe da rispondere: "Ma perché, fino ad ora il bicameralismo ha garantito la democrazia?".
A parte la battuta, c'è da dire che la riforma non toglie ogni potere al Senato. Infatti, il Senato delle Autonomie avrà pieno potere come in passato per quanto riguarda la revisione costituzionale e le leggi costituzionali, ossia la base della nostra Costituzione.

La Camera si occuperebbe delle leggi "fisiologiche", quelle quotidiane, per la società, l'economia, i diritti, l'ambiente, ecc....
Inoltre il nuovo Senato potrà esprimersi sulle leggi decise dalla Camera. In questo modo nessuna legge passerebbe nel silenzio mediatico e i cittadini potranno poi decidere se l'operato del Governo sia sulla strada giusta oppure no.
Per modificare, da parte del Senato, le leggi che riguardano le Autonomie territoriali, è necessario un quorum rafforzato con la maggioranza assoluta della Camera

Elenco funzioni del Senato delle Autonomie


Poteri che rimangono al Senato: elezione Presidente della Repubblica, elezione di un terzo del CSM.

Altre modifiche
Il Governo potrà chiedere alla Camera di dare precedenza ad un determinato disegno di legge, in modo che l'iter burocratico sia esaurito entro 60 giorni.

Conclusioni
Saranno trent'anni che si discute sul fatto di cambiare il sistema del nostro Parlamento. Non dobbiamo aver timore di cambiare. Ora che vi è la possibilità, non sprechiamola. Uno dei maggiori problemi dell'Italia è proprio l'immobilismo, lasciare sempre tutto com'è. Questo atteggiamento potrebbe essere giustificato se le cose andassero bene. Ma secondo voi, nel nostro Paese, le "cose" vanno bene?

18 / 04 / 2014

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