Nuovo ISEE. Cosa cambia? Spiegazione semplice e moduli

ISEE - Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Principali novità

L'ISEE, ossia l'indice di valutazione della condizione economica della famiglia, è sempre stato un ottimo strumento per valutare la situazione dei cittadini e, in base ad esso, fornire servizi o agevolazioni a chi ne ha più bisogno. Un criterio di scelta per la destinazione delle risorse più equo e non casuale, adoperato dal 1998 in poi.

Viene utilizzato, ad esempio, dai Comuni per individuare le famiglie a cui scontare gli importi della tassa sui rifiuti. Oppure per l'inserimento delle fasce di reddito utile per il pagamento delle tasse universitarie. Viene poi utilizzato per i buoni mensa, gli assegni familiari, corsi professionali pubblici e altri sistemi educativi.

Sicuramente un parametro che potrebbe essere adottato anche in altri settori, come i finanziamenti, le tasse sulla casa, ecc....

Dal 1° gennaio 2015 sono cambiati molti aspetti di questo indicatore (già riformato in precedenza).
Con il nuovo ISEE, il Governo, promette maggiori controlli sulle dichiarazioni e inserisce nuovi parametri, che meglio descrivono la situazione economica del cittadino e della famiglia.

L'ISEE si ottiene con la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica). Tale dichiarazione servirà poi per l'erogazione di determinati servizi o sconti fiscali. Si può inoltrare direttamente sul sito dell'Inps, accedendo con le proprie credenziali (Pin), presso una sede Inps, al Comune o in un CAF.

Novità dell'ISEE, cosa cambia
  • Introdotta una versione "Mini", valida per molte procedure
  • Versione "Dichiarazione a moduli", utile, ad esempio, per richieste socio-sanitarie da parte di portatori di disabilità.
  • "ISEE corrente", pensato per chi non ha più il lavoro o subisce un taglio dello stipendio del 25% (si può aggiornare in qualsiasi momento).
  • Procedure più semplici: non richiesti, come dati, i redditi o altre informazioni già in possesso dell'Inps
Risorse
Per saperne di più, leggere la pagina dell'Inps dedicata all'argomento: Tutto sull'ISEE.

Per scaricare i moduli, invece, basterà seguire questo collegamento: Modulistica ISEE.

Seguono informazioni su precedente ISEE
A fine 2013 il Governo ha affrontato la questione della Riforma dell'ISEE. Vediamo di cosa si tratta, giusto un riassunto sui punti principali. Per maggiori dettagli elenchiamo a fine testo le risorse necessarie. La riforma era stata introdotta dal decreto "Salva Italia".

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali apre subito con una frase che ci indica in che direzione si è voluti andare con queste modifiche:

"Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica delle famiglie, meno burocrazia e più controlli".

Innanzitutto entrano in gioco tutte le tipologie di reddito e viene valutata con maggior valenza la situazione patrimoniale, sia ex ante (prima della richiesta) sia ex post (dopo la richiesta). Si tiene conto di fattori importanti come la presenza di tre o più figli e i soggetti con disabilità.

Inoltre l'indicatore cambia a seconda del servizio per il quale è richiesto.
Meno autocertificazione rispetto al passato, più accertamenti sui dati forniti. Le informazioni fiscalmente più rilevanti sono controllate dall'Amministrazione.
Gli enti che forniscono le agevolazioni, come i comuni, le scuole, devono utilizzare l'ISEE per procedere con l'erogazione.
Qui si forma una differenziazione tra enti locali e Stato. Nel primo caso le soglie, le fasce d'inserimento dei valori ISEE vengono decise dalle amministrazioni , dalle università. Mentre a livello nazionale, tali soglie sono decise con decreto.
Novità per il calcolo del reddito: non viene preso in considerazione solo quello risultante, ad esempio, dalla dichiarazione dei redditi del precedente anno, ma avranno un loro peso anche le entrate del periodo corrente, quando vi è una variazione superiore al 25%. Ad esempio si tiene conto se un cittadino nell'anno precedente guadagnava mille euro al mese e nell'anno corrente si trova senza lavoro.

Tra le entrate sono incluse anche quelle che si ricevono dalla Pubblica Amministrazione e quelle fiscalmente esenti, nonché i redditi figurativi degli immobili non locati e delle attività mobiliari.
Voci sottratte al reddito:
  • Assegni di mantenimento (al coniuge e/o ai figli dopo il divorzio o la separazione)
  • Redditi da lavoro dipendente (20%, fino a a 3 mila euro)
  • Pensioni, trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari (20%, fino a mille euro)
  • Spese casa (affitto): passa da 5.165 a 7.000 euro all’anno l’importo massimo da dedurre. Altri 500 euro per ogni figlio convivente, dopo il secondo.
  • Spese per le persone disabili o non autosufficienti: -4.000 euro per disabilità media (5.500 euro se minorenne); -5.500 euro per disabilità grave (7.500 euro se minorenne); -7.000 euro per non autosufficienza (9.500 euro se minorenne).
In caso di non autosufficienza vengono dedotte anche le spese per i collaboratori domestici e gli assistenti personali, i costi per ricovero in strutture residenziali, i costi (certificati) legati alla disabilità (fino a 5.000 euro).

Grandi famiglie (almeno tre figli)
Dal terzo figlio in poi si può dedurre 500 euro per affitto, 2500 euro per prima casa, 1000 euro per patrimonio mobiliare.

Patrimonio
Si considera il valore in base all'Imu, sono inclusi patrimoni all'estero.
Viene considerato il valore dell'immobile in base al mutuo ancora da pagare. Quindi c'è differenza tra chi ha il 100% della casa e chi invece ha appena iniziato, ad esempio, un mutuo di trent'anni.
In formula:
Valore prima casa = (Imu - mutuo - (52.500 + 2.500xF) ) x 2/3
[F è il numero di figli conviventi oltre al secondo]
Altri casi
Nelle prestazioni sociosanitarie per persone con disabilità si tiene conto anche della situazione economica dei figli che non fanno parte del nucleo familiare. E' il caso in cui si richiedono prestazioni residenziali (ad esempio RSA).
Per prestazioni in favore di minori si tiene conto della situazione di entrambi i genitori, anche se con differente residenza anagrafica.

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