Abolizione delle Province: il Governo ci riprova

Taglio, eliminazione delle Province. La parola passa al Parlamento

Per aggiornamenti leggi l'articolo sull'Abolizione delle Province. Nascono 10 Città Metropolitane.

La telenovela italiana sull'eliminazione delle Province sembra non aver mai fine, esattamente come le soap opera sudamericane. Dopo rinvii, rinunce, colpi di scena, forse, si cercherà di portare a termine l'iter di questa riforma costituzionale, provando un altro tentativo.

Ci provò il Governo Berlusconi, trovando però attrito nella Lega Nord che voleva salvare gli enti locali del nord Italia. Provò in seguito Monti ma dovette anche lui arrendersi alla resistenza del Parlamento, dove i partiti vollero salvare i propri "feudi" provinciali.

Il problema è che tagliare le Province significherebbe rinunciare a poltrone nelle varie giunte provinciali. Mentre una struttura più snella renderebbe più semplice la burocrazia e l'attribuzione delle competenze. Infatti, tra Comuni, Province, Regioni e Stato, il metodo dello "scarica barile" è all'ordine del giorno, per ogni problema che si presenta. Un modo poco trasparente e responsabile che crea confusione nei cittadini, i quali, poi, non sanno a chi rivolgersi per risolvere le questioni.

Non si sa se il nostro Paese riuscirà mai ad uscire da questo circolo vizioso del creare più poltrone di quelle necessarie, più capi, sorveglianti, soprintendenti, supervisori, dirigenti, direttori, presidenti, e così via, che figure professionali veramente utili, che lavorano, che producono, che risolvono.

Adesso è il turno del Governo Letta, il governo delle "Larghe intese". Terzo tentativo, degli ultimi anni, per l'abolizione delle Province.

Il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie e lo Sport, Delrio ha comunicato, in una nota ufficiale del Ministero,
"Il Ddl 1542 ha conservato l’impianto originale, i pilastri della semplificazione, dell’efficienza e del risparmio negli enti locali, il riordino delle funzioni, la rappresentanza territoriale assegnata ai sindaci, la eliminazione del livello elettivo per le Province, la nascita delle Città metropolitane".
Una premessa all'insegna dell'ottimismo, che ora dovrà scontrarsi con gli ostacoli che il Parlamento cercherà di porre. Nei prossimi giorni se ne discuterà in aula alla Camera. Intanto sono state presentate 1388 proposte emendative.

Cosa prevede la riforma
La riforma prevede l'eliminazione delle Province dall'articolo 114 della Costituzione:
"La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.
Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.
"
e ogni altro riferimento contenuto negli altri articoli costituzionali.

Dopodiché è previsto un periodo di sei mesi, dal momento in cui sarà approvata la legge costituzionale, in cui Regioni e Stato saranno obbligati a riorganizzare le varie funzioni locali.

Tempi utili per attuare il decreto. Si calcolano circa 18 mesi di tempo per poter concludere l'intero iter previsto dalla Costituzione.

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02 / 12 / 2013

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